Federazione Italiana Lavoratori Trasporti

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Circolare COVID 19 Misure applicabili per i lavoratori colpiti dall’infezione.
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Circolare COVID 19 Misure applicabili per i lavoratori colpiti dall’infezione.

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Circolare COVID 19 Misure applicabili per i lavoratori colpiti dall’infezione.

Prot. 2020-U-DANN-101

Roma 20 marzo 2020

Ai Coordinatori Regionali INCA Ai Direttori Provinciali INCA Alle Zone INCA Al Coordinamento Nazionale AREA Al Dipartimento Welfare e Nuovi Diritti CGIL Alle Categorie Nazionali CGIL Indirizzi Sede

Oggetto: Circolare COVID 19 Misure applicabili per gli appartenenti al COMPARTO SANITA’

I nostri medici e infermieri, ma in generale tutto il comparto sanità, fino a poco tempo fa vituperati e aggrediti, per effetto del Covid 19, oggi sono considerati degli eroi, che, purtroppo, con il passare dei giorni e in percentuale sempre più alta, si ammalano e sempre più spesso restano vittime del virus.

Infatti, il contatto con le persone ammalate o anche con portatori sani, stante l’alta contagiosità del virus, può facilmente infettare gli operatori di sanità.

Come qualsiasi altro lavoratore, in questi casi, hanno diritto a essere tutelati sia loro sia i familiari.
L’infezione da COVID 19 per gli operatori della sanità, scrive l’Inail in una recente nota, è da considerare a tutti gli effetti come infortunio sul lavoro da causa virulenta.

I contagi da Coronavirus, dato l’alto “RISCHIO PROFESSIONALE” a cui sono esposti i lavoratori dipendenti del SSN e, in generale, di qualsiasi altra struttura sanitaria pubblica o privata assicurata con l’Inail (medici, infermieri e altri operatori sanitari in genere), come in precedenza per altre malattie da causa virulenta, sono riconosciuti infortuni sul lavoro, anche quando l’identificazione delle precise cause e modalità lavorative del contagio risulti problematica.

Conseguentemente, anche qualora l’episodio che ha causato il contagio non possa essere provato dal lavoratore, per il tipo di attività svolta, si può ritenere che si sia verificato per le mansioni svolte.
Pertanto, in caso di contagio, la conseguente assenza dal lavoro deve essere riconosciuta e tutelata dall’Inail con l’erogazione delle relative prestazioni.

La denuncia di infortunio

L’Azienda sanitaria locale o la struttura ospedaliera/struttura sanitaria privata di appartenenza del personale infortunato, in qualità di datori di lavoro pubblico o privato, devono effettuare, come per gli altri casi di infortunio, la denuncia/comunicazione d’infortunio.

Per i datori di lavoro assicurati all’Inail l’obbligo della comunicazione d’infortunio ai fini statistici e informativi si considera comunque assolto con la denuncia/comunicazione d’infortunio.

Resta fermo, inoltre, l’obbligo da parte dei medici certificatori di trasmettere all’Istituto il certificato medico di infortunio.
Ai fini del computo della decorrenza della tutela Inail, il termine iniziale è quello della data di attestazione positiva dell’avvenuto contagio tramite il test specifico di conferma.

Le prestazioni

È evidente che, una volta stabilito che si tratta di infortunio sul lavoro, tutto il comparto sanità potrà beneficiare delle prestazioni economiche che l’Inail eroga.

Tra le principali ricordiamo:

  •  Indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta (se prevista)
     Indennizzo per la lesione dell’integrità psicofisica, danno biologico
     Rendita diretta per inabilità permanente
     Rendita ai superstiti di lavoratori vittime di infortunio o malattia professionale
     Assegno funerario.

In caso di decesso, inoltre, gli aventi diritto possono accedere al Fondo vittime gravi infortuni, gestito dall’Inail.

Gli appartenenti al personale medico-sanitario in questi giorni stanno compiendo uno sforzo sovraumano per contenere e contrastare la pandemia che ha travolto il nostro Paese ed è facile immaginare come questo possa incidere nella sfera psicofisica.

Stress da lavoro correlato

Le emozioni sono processi complessi e fondamentali per il mantenimento di un buon equilibrio psicofisico.

L’impatto che l’emergenza COVID-19 sta avendo sul personale impegnato in prima linea nella gestione dell’emergenza espone a forte stress che può innescare (o essere mutualmente innescato) una grave disregolazione delle emozioni, ossia la perdita di un loro efficace e efficiente controllo con la conseguente induzione, in stretto nesso di causalità, di un disturbo reattivo (che può andare da forme più blande di Disturbo dell’Adattamento al più grave Disturbo Post Traumatico da Stress).

A questo si aggiunga che il personale impegnato in prima linea è esposto doppiamente a fonte di stress derivante dal rispetto dell’inevitabile quarantena. L’isolamento prolungato produce depressione, problemi nell’elaborazione delle informazioni, difficoltà di presa di decisioni, deficit attentivi e di memoria.

Nei casi più gravi tutto ciò può condurre ad un’alterazione tale della percezione della realtà da provocare sintomi psicotici (allucinazioni, proiezione nel mondo esterno di sentimenti e pensieri, paranoia).

L’approccio psico-neuro-endocrino-immunologico ha dato evidenza di come stress, ansia e depressione siano in grado di portare, inoltre, a infiammazione organica e disregolazione omeostatica dell’organismo, indebolendo il sistema immunitario e favorendo l’insorgere di patologie.

Danno differenziale

Ogni lavoratore è legittimato, qualora il contagio derivi dalla mancata osservanza delle norme di sicurezza sul lavoro (secondo il principio processuale “del più probabile che non”), a richiedere al datore di lavoro il risarcimento del danno non indennizzato dall’Inail, il così detto danno differenziale, rivolgendosi alle strutture del Patronato Inca.

A tal proposito, è bene ricordare che il danno in questione è normalmente più alto dell’indennizzo inail.

Vittime del dovere?

Come Patronato in sinergia con la Cgil ci stiamo adoperando presso le istituzioni competenti, affinché tutti coloro che svolgono attività in “prima linea”, in una situazione di emergenza, che quindi va oltre il l’attività consueta degli appartenenti al personale medico-sanitario, venga riconosciuta l’estensione dei benefici previsti per le Vittime del Dovere, in quanto caduti nell’azione di contrasto dell’epidemia Covid-19.

Lavoratori non appartenenti al comparto sanità

I casi accertati di infezione da coronavirus in “occasione di lavoro” : ossia, non solo sul luogo di lavoro (azienda, ufficio, cantiere, ecc.) ma anche in altre situazioni riconducibili all’espletamento del rapporto di lavoro, sono da considerarsi infortunio sul lavoro come infortunio sul lavoro e, quindi, beneficiano della tutela Inail.

Inoltre, viene sottolineato nel decreto1, che nei casi accertati di infezioni da coronavirus contratte in occasione di lavoro, le prestazioni INAIL (indennità di temporanea) sono erogate anche per il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria dell’infortunato con la conseguente astensione dal lavoro.

Questi eventi infortunistici, come gli infortuni in itinere, non incidono sull’andamento infortunistico dell’azienda, ai fini del calcolo del premio assicurativo.

Conclusioni

Dai contatti avuti nella giornata di oggi con la Direzione Generale Inail, ci è stato comunicato che, lunedì o martedì della prossima settimana, uscirà una circolare applicativa dove verranno affrontati e chiariti tutti gli aspetti relativi al “Decreto Cura Italia”.

Ci hanno assicurato, inoltre, che il testo sarà a nostra disposizione prima della pubblicazione (le modalità dell’Istituito dovrebbero essere sempre queste!).

Sarà nostra cura, appena in possesso della circolare, informarvi dei contenuti, con eventuali indicazioni, per applicare in modo corretto le disposizioni contenute nel Decreto.

Il Coordinatore dell’Area p./il Collegio di Presidenza
(Alessandra Ambrosco) (Silvino Candeloro)

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