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Mostra fotografica sulle leggi razziali del 1938
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Mostra fotografica sulle leggi razziali del 1938

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Mostra fotografica sulle leggi razziali del 1938

Napoli, 09 Gennaio 2019

A tutte le Strutture Della CdLM Napoli

Care/i Compagne/i,
come sapete, dal giorno 10 Gennaio 2019 e fino al 17 Gennaio 2019 (dalle ore 15,00 alle ore 18,00), è visitabile presso la nostra sede in Via Toledo 353 la mostra fotografica sulle leggi razziali del 1938, emanate dal Governo fascista di Mussolini e firmate da Vittorio Emanuele III.
La mostra, che è la rappresentazione per immagini del periodo più nefasto della storia recente del nostro Paese, assume oggi un valore importante ed attuale a causa del pericolo di una deriva razzista del sentire comune, incentivato da politiche disumane e contrarie ai valori della Resistenza che hanno ispirato, e che devono continuare ad ispirare, l’agire democratico delle Istituzione e del vivere civile.
Pertanto, ci sembra importante coinvolgere iscritti, RSU, giovani e studenti sui temi della tolleranza, e la mostra rappresenta una testimonianza di forte impatto visivo per la conservazione della memoria.
La mostra si concluderà il giorno 17 Gennaio 2019 con la presenza della compagna Carla Federica Nespolo, Presidente Nazionale dell’ANPI.

Un caro saluto

Il Segr. Gen. CGIL CdLM Napoli
W. Schiavella

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MOSTRA per immagini SULLE LEGGI RAZZIALI

“Un giorno per la Memoria

La Mostra, realizzata dalla Sezione ANPI della CGIL Nazionale Adele Bei in collaborazione con lo Spi e la CGIL Nazionali, raffigura, senza aggiungere altro, ciò che fu la viltà, la violenza, il male assoluto, inflitto agli esseri umani, con l’entrata in vigore delle leggi razziali del 1938 emanate dal Governo fascista di Mussolini e firmate da Vittorio Emanuele III.

Ogni frase, ogni fotografia, ogni riferimento provoca emozioni indescrivibili: è come sentire le urla del dolore di chi veniva torturato o deportato; lo strazio dei bambini a cui nessuno era in grado di spiegare perché da un giorno all’altro non potevano andare più a scuola.

La Mostra, allestita nel salone Congressi “Gianfranco Federico” al 1° piano della Sede Cgil di via Toledo 353, può essere visitata dal 10 al 17 gennaio p.v. dal lunedì al venerdì dalle ore 15.00 alle ore 18.00.
L’iniziativa si concluderà il giorno 17 gennaio alle ore 16.00 con la presenza della compagna Carla Federica Nespolo, Presidente Nazionale dell’ANPI.

(…) Il 5 settembre 1938, venne pubblicato il Regio Decreto Legge n.1340, il primo decreto con cui si ordinava l’esclusione delle persone ebree dalle scuole. Nei mesi successivi seguirono altri decreti con cui a una parte dei cittadini e delle cittadine italiane vennero negati prima i diritti politici e poi quelli civili. La prima delle leggi razziali voleva «la difesa della razza nella scuola fascista», e per questo escludeva dalle scuole, praticamente con effetto immediato, gli alunni e gli insegnanti definiti «di razza ebraica»; definendo all’articolo 6 di razza ebraica «colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se egli professi religione diversa da quella ebraica». Quello stesso giorno vennero firmati altri due decreti: il primo per la trasformazione dell’Ufficio centrale demografico in Direzione generale per la demografia e la razza, il secondo per l’istituzione, presso il ministero dell’Interno, di un Consiglio superiore per la demografia e la razza. Le leggi razziali furono anticipate e preparate dalla pubblicazione sul Giornale d’Italia – il 15 luglio del 1938 – del cosiddetto “manifesto della razza” o “manifesto degli scienziati razzisti”. L’articolo era intitolato “Il Fascismo e i problemi della razza”. Era diviso in dieci punti e introdotto da un breve sommario in cui si spiegava che un gruppo di scienziati, professori e intellettuali fascisti, insieme al ministero per la Cultura popolare (il “Minculpop”), aveva redatto quel testo per chiarire la posizione del fascismo nei confronti della questione razziale. Il primo dei dieci punti affermava che “le razze umane esistono”. Si diceva poi che “la popolazione dell’Italia attuale è nella maggioranza di origine ariana”. In seguito si prendeva posizione contro i matrimoni misti e, al punto 7, si diceva: “È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti”. Il punto 9 affermava invece che “Gli ebrei non appartengono alla razza italiana”(…)

Napoli, 8 gennaio 2019

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