Federazione Italiana Lavoratori Trasporti

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Considerazioni della Filt Cgil sulla bozza di Piano dell’Organico del Porto
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Considerazioni della Filt Cgil sulla bozza di Piano dell’Organico del Porto

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Considerazioni della Filt Cgil sulla bozza di Piano dell’Organico del Porto

Spett.le Autorità di Sistema Portuale Del Mar Tirreno Centrale
c.a. Presidente Dott. Pietro Spirito
c.a. Segretario Generale Ing. Francesco Messineo

Napoli, 28.11.2018

Oggetto: Considerazioni della Filt Cgil sulla bozza di Piano dell’Organico del Porto

Il corposo Piano dell’Organico Porto (di seguito Piano) elaborato e proposto dall’AdSP del Mar Tirreno Centrale, come previsto dalla norma vigente, deve avere il compito di delineare la mappa degli ambiti portuali nei quali si svolgono le attività sul piano organizzativo e sul piano occupazionale.

La scrivente intende porre all’attenzione dei lavoratori, degli operatori e delle Istituzioni le proprie considerazioni di merito sul Piano in esame.

Prioritariamente condividiamo il concetto su cui si apre e si articola gran parte del documento: l’importanza del ruolo del lavoro portuale, in principio svolto da “galeotti” che poi sono invece diventati protagonisti dello sviluppo portuale.

Tutte le sfaccettature e le articolazioni del lavoro hanno reso le nostre infrastrutture ciò che sono oggi, strumenti fondamentali per la vita delle persone.

Un lavoro che merita, come nel Piano, il rispetto di tutte le parti consapevoli che, nel combinato disposto con la nave, permette a tutti noi di poter parlare di sviluppo.

Il Piano evidenzia molte criticità che attengono ai meccanismi evolutivi del mercato mondiale, peraltro e per alcuni aspetti ciclici, nuove forme di consumo che chiedono di sviluppare nuove forme di trasporto delle merci.

Alcune di queste criticità le condividiamo, altre decisamente no come, ad esempio, l’aver inserito nel Piano alcuni riferimenti ad istruttorie in corso su richieste di autoproduzione, consapevoli che anche su questi temi, ed a causa di comportamenti autarchici, si è prodotto uno sciopero nazionale lo scorso 11 maggio.

Oppure riferire descrizioni articolate sulle difficoltà che sta vivendo la CULP di Napoli in contrapposizione al modello di Salerno, creando di fatto una classifica inadeguata e inopportuna oltre che poco elegante.

Su questo è forse il caso di richiamare, tra le altre, le funzioni di vigilanza e controllo dell’Ente e gli Organismi deputati che non può esaurirsi alle fasi consuntive, ma anche di previsione e gestione.

Gli articoli 17 rimangono per noi elementi di grande importanza per la funzionalità dei porti, così come avviene in tutti i porti del mondo; essi sono gli strumenti a garanzia della flessibilità che, nonostante le evoluzioni in corso, saranno sempre centrali nelle organizzazioni del lavoro.

Non riteniamo sufficientemente preso in considerazione, per elaborare le determinazioni finali, l’elemento “imballaggio” che ha prodotto la rincorsa tecnologica per aggiornare le varie forme di movimentazione e trasporto delle merci.

Appare, in tutta evidenza, una lacuna che lascia nelle menti degli autori dei vuoti di analisi dando spazio ad opinioni parziali e incomplete.

Infatti il Piano tradisce una propensione, che non condividiamo, ad attribuire alle nuove alleanze nel mondo dello shipping un ruolo determinante nell’evoluzione del lavoro portuale, mentre al contrario si tratta di una strategia basata sull’abbattimento dei noli innescando una forma di “cannibalismo” commerciale e l’istituzione delle Alliance come le conosciamo oggi.

L’ONU e l’OCSE sostengono che il sistema di Alliance sta provocando la moria delle imprese nel sistema logistico mondiale e quindi il conseguente oligopolio a favore dello Shipping.

La stessa operazione che necessita di una compensazione sul piano finanziario senza frenare, di contro, la corsa all’accaparramento delle infrastrutture che completano la filiera: dalla produzione al consumatore.

Paradossalmente – riteniamo – è stata la decisione di “illuminati” imprenditori e politici che hanno consentito la delocalizzazione della produzione in Paesi lontani allungando la filiera del trasporto e hanno prodotto l’humus su cui si è articolata tutta la strategia dei Global Carrier.

Elemento che condividiamo del Piano è la grande attenzione ai processi di automazione che definisce ancora lontani: siamo così d’accordo che abbiamo inserito nella nostra piattaforma per il rinnovo del CCNL dei porti questa specifica sezione, rivendicando forme di protezione adeguate per i lavoratori.

Un modello di relazioni ed accordi già avanzato a livello internazionale.

Nel futuro prossimo per i nostri porti gli elementi fondamentali e irrinunciabili per la scrivente O.S. saranno il lavoro strutturato e quello flessibile, sostenuti da politiche di omogeneità applicative in tutto il Paese.
Siamo stati i promotori dell’idea di costruire un sistema Paese in ottica di sistema in tempi non sospetti, in grado di ottimizzare le risorse nazionali sia infrastrutturali che di creazione di valore aggiunto, quindi lavoro qualificato.

Riteniamo imprescindibile che il Piano determini le condizioni di rispetto delle regole nel mercato delle imprese e del lavoro nei porti.

Creare regole autorizzative a seconda della forza dell’operatore di turno che le vuole a sua immagine e somiglianza non può più essere consentito a nessuno.

Chiediamo l’applicazione di regole che siano garantiste anche per quel corposo pezzo di imprese altrettanto importanti per i nostri porti, anche se più piccole.

Avremmo voluto leggere nel Piano frasi che ricordano che le leggi, il loro rispetto, determinano le fortune dei porti perché arricchiscono la loro competitività nei confronti della spietata concorrenza che si alimenta intorno al nostro Paese; non abbiamo percepito questa intenzione.

I porti campani hanno il compito, al pari degli altri sistemi portuali, di rilanciare la portualità italiana e la logistica – come indicato nel PNSPL – sul piano della competitività con gli altri Paesi UE.

Ad oggi queste condizioni non ci sembra siano delineate nel Piano che nonostante la lunga e articolata dissertazione sulla storia del lavoro portuale non giunge a conclusioni da noi condivisili e in linea con le finalità che il “correttivo porti” si prefigge.

Tanto premesso, al fine di permettere all’AdSP di addivenire entro fine anno all’adozione definitiva del Piano del lavoro portuale, strumento fondamentale di tutela del lavoro portuale, siamo da ora disponibili ad un confronto aperto sulla bozza inviata per meglio definirne perimetro e contenuti.

Il Segretario Generale
FILT-CGIL Campania
( Amedeo D’Alessio )