Federazione Italiana Lavoratori Trasporti

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Aggressioni al personale del trasporto pubblico
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Aggressioni al personale del trasporto pubblico

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Aggressioni al personale del trasporto pubblico

Roma, 17 ottobre 2017

Spett.le Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali (segreteria@cgsse.it)

e p.c.:

  • Presidente del Senato della Repubblica – (segreteriagabinettopresidente@senato.it)
  • Presidente della Camera dei deputati (laura.boldrini@camera.it)
  • Presidente del Consiglio dei Ministri (centromessaggi@palazzochigi.it)
  • Ministro dell’Interno (segreteriatecnica.ministro@interno.it)
  • Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (segreteria.ministro@mit.gov.it)
  • Gruppo FSI S.p.A. (presidenza@fsitaliane.it)
  • Trenitalia S.p.A. (presidenza@trenitalia.it)
  • RFI S.p.A. (presidenza@rfi.it)

Oggetto: Aggressioni al personale del trasporto ferroviario – Delibera n. 17/272 in materia di scioperi, “per
gravi eventi lesivi della incolumità e della sicurezza dei lavoratori” sensi dell’art. 2, comma 7, della legge
146/90 e s.m.i. – richiesta esame congiunto

Spett.le Commissione di Garanzia,
è ormai tristemente noto a tutti che il fenomeno delle aggressioni al personale dei trasporti sia su ferro che su gomma, in modo particolare ai danni di quello addetto al servizio di accompagnamento ai treni, quali personale di bordo e macchina e di front line, quali vendita e assistenza, è in crescente espansione.

I lavoratori, uomini e donne, che ogni giorno e ogni notte, in ogni parte d’Italia, dalla stazione/autostazione più grande e frequentata a quella semi abbandonata e rifugio solo di persone in particolare disagio sociale, nello svolgere un servizio pubblico cosiddetto essenziale nel massimo rispetto dei diritti costituzionali si trovano quotidianamente a dover combattere con la paura di subire furti, aggressioni fisiche e violenze di qualsiasi tipo il tutto con la consapevolezza di essere, in quei momenti, soli contro tutti.

Il reiterarsi di tali accadimenti e il coinvolgimento non solo dei lavoratori in servizio ma spesso anche di utenti che, invece di leggere un libro in tranquillità durante il proprio viaggio, sono costretti, come possono, a doversi difendere da male intenzionati che spesso non hanno nulla da perdere, ha dato al problema portata nazionale e sociale in merito alla quale hanno già espresso consapevolezza sia il Ministro degli Interni che il Ministro dei Trasporti.

L’impegno prioritario delle scriventi è di porre, con i mezzi a nostra disposizione, primo fra tutti il dialogo con le aziende e con le istituzioni, la parola fine a questa emergenza.

Per mettere a conoscenza le competenti autorità di un reato perseguibile d’ufficio, lo strumento messo a disposizione dei lavoratori e degli utenti è in primis la denuncia che, oltre a concretizzarsi in un atto formale può, e se necessario, deve prendere la forma di uno sciopero.

Il legislatore del 1990, come è noto a codesta spettabile Commissione, con l’obiettivo di tutelare l’incolumità e la sicurezza dei lavoratori, con l’art. 7 comma 2 della legge n. 146 del 1990 e s.m.i., ha dato la possibilità alle organizzazioni sindacali di derogare, senza alcun limite, agli obblighi di preavviso minimo e indicazione della durata come anche ricordato nella delibera in oggetto, ovviamente presumendo l’eccezionalità di tali accadimenti.

Il venir meno di tale eccezionalità non muta le intenzioni del legislatore né restringe la portata della norma ma, più semplicemente, denuncia una nuova urgenza per il nostro Paese.

Siamo certi che, letta la delibera 17/272 in ogni sua parte, codesta spettabile Commissione, visto il dovere istituzionale di tutelare il diritto alla libertà di circolazione al pari di quello allo sciopero, con la consapevolezza del coinvolgimento anche del diritto alla sicurezza di lavoratori e utenti, concorderà nel permettere alle organizzazioni sindacali di stabilire di volta in volta diverse durate degli scioperi in relazione alla gravità dell’atto lesivo subito senza porre a priori alcuna limitazione in linea con le parole del legislatore contenute nell’art. 7 comma 2 della legge n. 146 del 1990 ciò anche al fine di evitare che al “danno” dell’aggressione si vada ad aggiungere la “beffa” di non poter reagire invocando le soluzioni del caso.

Valutato il coinvolgimento dei molti diritti costituzionali e considerato l’impegno preso da codesta spettabile Commissione, che accogliamo con favore, di «rappresentare al Ministro dell’Interno come il crescente fenomeno delle aggressioni al personale ferroviario sia di per se una causa di insorgenza del conflitto che pone in essere un grave pregiudizio dei diritti costituzionali dei cittadini utenti del servizio», certi che tutte le parti sociali vogliano evitare il ripetersi di aggressioni e scioperi, chiediamo, a codesta spettabile Commissione un urgente incontro al fine di rimodulare la delibera n. 17/272 e di valutare le azioni che, congiuntamente, potrebbero essere messe in campo per arginare definitivamente il fenomeno.

Nelle more della valutazione congiunta delle azioni di cui sopra, le scriventi esprimono un fermo invito alla Commissione di Garanzia a non adottare interventi/provvedimenti sulla base della delibera in oggetto.

Certi di un positivo e celere riscontro si inviano distinti saluti

I Segretari Generali
Alessandro Rocchi –  Antonio Piras – Claudio Tarlazzi